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Notizie sulla pastorella
PASTORELLA E
TRADIZIONE
di Patrizia Pellegrini
(aggiornamento 2007)
Pastorella? Che cos’è si chiederà sicuramente il lettore che non è nato e cresciuto in queste contrade ?
Lo sa bene chi, come me, è originario di questo piccolo paesino: Faleria, situato nella valle del Treja, in provincia di Viterbo, ed ai piedi del Monte Soratte.
E’ un’antica tradizione che di certo risale a più di un secolo fa: testimonianze di nostri compaesani, più anziani, ce lo confermano.
E’un canto popolare che i pastori di questo paese solevano cantare, la sera del cinque gennaio, prima dell’imbrunire, per le vie e le piazze, annunciando la nascita di nostro Signore: “il Salvatore del mondo”; tradizione che ogni anno viene rinnovata da gruppi diversi di ragazzi, bambini ed adulti, uomini e donne che si snodano per le vie del paese, iniziando il loro esordio davanti alla Chiesa “San Giuliano” di Faleria in Piazza della Collegiata, cantando una “melodia” sempre uguale con versi sempre diversi; melodia capace di creare un’atmosfera emozionante che rapisce anima, corpo e mente e che infonde un grande senso di pace, amore, fratellanza ed unità.
Il termine deriva da “pastori” ovvero da coloro che hanno avuto per primi il privilegio di diffondere questo armonioso canto, suonando con l’organetto prima, e con la fisarmonica poi, bussando di casa in casa, di porta in porta annunciando la “Nascita di Gesù” e ricevendo in cambio offerte da donare ai poveri.
La tradizione vuole che il tema della pastorella sia la “Natività di Gesù”, ogni anno reinterpretata alla luce di fatti e accadimenti quotidiani carichi di fede, cristianità e valori morali. La melodia, invece, è rigidamente e ricorrentemente la stessa, cantata da voci soliste e da un coro, con l’accompagnamento dell’organetto, in origine, e dalla fisarmonica poi; col passare degli anni, però, questi strumenti sono stati sostituiti e/o affiancati da flauti, clarini, chitarre e sassofoni; da ultimo si sono aggiunte anche “piccole coreografie” realizzate da bambini che nel cantare hanno accennato qualche “gioioso passo di danza” ed hanno “mimato” alcune frasi salienti del testo della pastorella.
PASTORELLA E SENTIMENTI
Ma la pastorella non è solo un canto ed una dolce melodia: è qualcosa di più … E questo di più può provare ad esternarlo, per condividerlo con altri, solo chi, come me, da sempre ha vissuto la pastorella come … una occasione da rinnovare, come… un canto da tramandare, come … un’emozione eccitante, come …una sensazione da brivido, come …qualcosa di cui non puoi fare a meno perché si è impossessata di te… perché è diventata te… perché l’hai condivisa con altri… perché con lei hai lanciato i tuoi messaggi… perché attraverso lei hai recepito messaggi cristiani… perché lei è stata strumento di tua fede, di tua cristianità … perché cantandola hai sentito vibrare intensamente non solo le corde vocali ma la tua anima… perché hai provato gioia.. perché hai trovato amicizia … perché hai sentito calore… perché ……. perché ……. perché…
Ha rappresentato e rappresenta uno strumento di condivisione di valori cristiani, uno strumento di testimonianza di una fede che in alcuni momenti sembra assopirsi, ma anche un modo per liberarsi di tutte le tragedie e le paure umane accumulate durante l’anno gridandole ai quattro venti in una fredda sera invernale.
PASTORELLA E METRICA
Il testo si compone di 3 parti: strofe; ritornelli; versi terminali.
E’ elaborato, secondo le regole della metrica, in “strofe” e “versi” “endecasillabi”ed “ottonari”.
Le strofe sono costituite, generalmente, da una “ottava” ovvero una strofa di otto versi endecasillabi, di cui i primi sei a rima alternata (AB, AB, AB) e gli ultimi due a rima baciata (CC).
La melodia delle strofe è più lenta e meno briosa della melodia del ritornello.
I ritornelli sono rappresentati da due quartine di versi ottonari (versi di otto sillabe). La quartina si compone di quattro versi così elaborati:
ABAB oppure ABBA a scelta dell’autore.
La melodia è più ritmata e gioiosa di quella delle ottave ed è rappresentata da un “Coro di voci”.
Strofe terminali: Trattasi di due strofe di tipo “distico” (strofe composte di due versi in rima baciata: AA, BB) con testo augurale:
la prima strofa ha un testo variabile
la seconda ha un testo fisso ovvero “ED INFINE IL CIEL CI DIA BUONA PASQUA EPIFANIA”.
Si fa presente che nel passato sono state scritte diverse pastorelle dal contenuto interessante e brillante e musicalmente eseguibili, pur se prive, palesemente, delle regole della metrica; non sono mancate, altresì, pastorelle redatte in prosa.
PASTORELLA E STORIA
Tradizioni simili alla nostra, con nomi diversi, sembra esistano anche in altri paesi dell’Italia.
Come si è accennato la “melodia” è rimasta sempre la stessa anche a distanza di un secolo però è cambiato il modo di rappresentarla. In origine erano i pastori che cantavano, perché la nostra era una civiltà rurale dove l’attività pastorale era prevalente.
Oggi a Faleria di pastori non se ne trovano più; sono i ragazzi che rinnovano questa usanza corale, pur non mancando anche gruppi di adulti e musicisti della terza età che suonano la strumento tipico ovvero la “Fisarmonica”.
Verso le ore 17.00, quando inizia a tramontare il sole, gruppi di cantori, accompagnati da uno o più strumenti musicali, si radunano in posti diversi del paese ed iniziano a sfilare lungo le vie cantando e bussando alle porte dei paesani; molti concittadini si affacciano spontaneamente per ascoltare ed applaudiscono alla fine dell’esibizione, offrendo piccole somme di denaro.
In questi ultimi anni si è persa l’abitudine di devolvere le offerte in denaro ai poveri che vengono utilizzate da parte dei ragazzi per andare a mangiare in pizzeria. Ci sono stati gruppi che per diversi anni hanno devoluto il ricavato in beneficenza, sostenendo le adozioni a distanza o le missioni delle suore della Divina Misericordia.
Ci sono stati periodi in cui questa tradizione si andava affievolendo, sfociando addirittura in qualcosa di diverso: si sono cantate pastorelle con la stessa melodia ma con testi che nulla avevano a che vedere con la NATIVITA’. Ne ho personalmente qualche ricordo sfocato.
Ed è stato in uno di questi periodi di svigorimento che l’Amministrazione comunale è intervenuta per far in modo che questa “particolare consuetudine” non fosse perduta per sempre o non assumesse connotati diversi proponendo, quindi, un concorso con premiazione della migliore Pastorella.
Sono così circa 20 anni che il concorso sforna pastorelle con testi diversi, musicisti diversi, gruppi diversi, premiando con piccole somme di denaro i diversi partecipanti.
Nel 2003 per volere dell’Amministrazione comunale in carica è stato istituito il premio “Luciano Curti” in onore di un nostro compaesano, insegnante elementare, che ha elaborato due testi della pastorella ed ha partecipato come membro, per molteplici anni, alla giuria di premiazione.
Che trattasi di una tradizione con la “T” maiuscola lo ha dimostrato il fatto che la pastorella il 6/1/2003 ha preso parte ad una grande Manifestazione che da 20 anni viene celebrata in Piazza San Pietro: “Viva la Befana”. Questo evento ha portato il nostro paese, insieme ad altri, a sfilare in via della Conciliazione con le nostre tradizioni popolari tra cui quella della “Pastorella”; il corteo arrivato in Piazza San Pietro ha donato al Santo Padre i Doni dei Re Magi. La pastorella ha in quell’occasione fatto la parte del Leone, riscuotendo molti applausi e consensi,perché si è trattato dell’unico gruppo folcloristico che, oltre a sfilare in costume tradizionale, ha cantato con l’accompagnamento musicale di due fisarmoniche e due musicisti. Il testo per l’occasione è stato elaborato dalla sottoscritta e viene qui di seguito riportato:
Pastorella 2003 “ Viva la Befana “
1^ Strofa
Fedeli a questo sacro appuntamento
del canto dei pastori tra la gente
con cuor sincero e tanto sentimento
questo messaggio offriam a ogni vivente:
“Abbandoniam odio e risentimento
qualsiasi azione
ingiusta e prepotente
ed eleviamo a Dio sol lodi e canti
pregando intensamente tutti quanti”.
Ritornello
Su cantiam
senza egoismo
per bandire ogni razzismo
al Divino Creatore
che ci chiede infinito amore.
Su cantiam la Pastorella
che annuncia la
novella,
tutti in coro con ardore
viva, viva il Redentore.
2^ Strofa
Presepi costruiti con ingegno,
pastori, greggi, angeli di creta,
statue di cotto, cera oppur di legno
che fan dimenticar la vera “meta”.
Ecco dell’uomo il massimo disegno:
“amare Dio e seguir la sua *cometa*
per arginare liti, lotte e guerre
contro le genti di povere terre”.
Ritornello
Benedici noi cantori
voci, suoni e
i nostri cuori,
perché noi siam messaggeri
di valori cristiani veri.
Su cantiam la Pastorella
tutti in coro noi pastori,
annunciando la
novella
noi doniamo i nostri cuori
3^ Strofa
L’uomo s’ingegna per accumulare
denaro e benessere carpire:
non v’è ricchezza che faccia sperare
“sorella morte” di poter tradire.
Né glorie, ori e lussi da serbare
di cui potranno i
posteri fruire,
sol la bontà virtù trascendentale
potrà rendere l’uomo immortale.
Ritornello
Ed allor non
v’affannate -
combattete - duellate,
ma godete del creato
che l’Eterno ci ha donato.
NOI LA PACE AUGURIAMO
ED IL MONDO RINGRAZIAMO
CHE HA SAPUTO OGGI
ASCOLTARE
MENTI E CUORI DA NON SCORDARE.
Difronte al Creator
c’inginocchiamo
e la salvezza per tutti imploriamo.
ED INFINE IL CIEL CI
DIA:
BUONA PASQUA EPIFANIA.
PASTORELLA ED ATTUALITA’
Ormai da tantissimi anni mi cimento puntualmente nell’ elaborazione del testo della nostra bellissima tradizione: “la Pastorella”, che ha come tema ricorrente “la Natività di Gesù”.
Come autore e cantante di molteplici Pastorelle del passato, che hanno riscosso sempre i plausi del pubblico e, da ultimo, nel 2006 e nel 2007, anche il riconoscimento del I° premio “Luciano Curti” dell’amministrazione comunale di Faleria, ho preso l’iniziativa di costituire un “Comitato di appassionati”, con la finalità di mantenere viva questa tradizione e tramandare ai posteri questo “canto popolare”, che ha rappresentato e rappresenta, ancora oggi, uno strumento di condivisione di valori cristiani e di testimonianza di fede.
Il Comitato è stato chiamato Comitato della “Favola della Pastorella” in onore della Pastorella 2006, così intitolata.
Detto Comitato, presieduto da Patrizia Pellegrini e dal vice-presidente Gina Marcantonini, già tesoriere, svolge la sua attività da un anno (gennaio 2007) per la realizzazione del suo obiettivo principale: “perpetuare questa meravigliosa consuetudine faleriana, coinvolgendo giovani e forestieri”.
La sua prima iniziativa è stata quella di organizzare un corso gratuito, nei mesi di novembre e dicembre 2007, aperto a ragazzi, giovani ed adulti: “La pastorella: tradizione, melodia e metrica”, con lo scopo di insegnare non soltanto a cantare ma anche a scrivere il testo apprendendo le relative regole metriche.
È stato messo a disposizione un premio per il miglior testo scritto da uno dei partecipanti al corso (euro 50,00), testo che viene rappresentato in piazza Garibaldi il 5/1/2008.
Il corso ha avuto la durata di 2 mesi e la partecipazione di un buon numero di ragazzi che hanno appreso la melodia ed elaborato diversi testi della pastorella.
La seconda iniziativa è stata quella di modificare la modalità di rappresentazione della Pastorella, decidendo di cantarla, non in giro per le vie del paese, bensì esibendosi, davanti alla Chiesa, in ossequio alla tradizione popolare, prima, ed in piazza “Giuseppe Garibaldi”, poi, dove il canto verrà riproposto ogni dieci minuti. Questa decisione scaturisce dal fatto che, in questi ultimi anni, i protagonisti della Pastorella, che cantano con la sottoscritta, sono prevalentemente bambini e la sorveglianza di pochi adulti, non risulta sufficiente per la salvaguardia della loro incolumità, anche in considerazione dell’aumento della cittadinanza e del traffico.
Il Comitato si è avvalso della collaborazione della Banda musicale “Severini Brasilino “ di Faleria, diretta dal Maestro Sergio Belardi il quale ha istruito alcuni ragazzi per l’accompagneranno del tradizionale canto durante la rappresentazione in piazza G. Garibaldi. A tal proposito il Comitato esprime grande soddisfazione in quanto, per la prima volta, si è avuta la partecipazione di una Banda di spiccata professionalità, quale quella di Faleria ed inoltre si è raggiunto l’obiettivo di coinvolgere, a livello musicale, i giovani che potranno essere i divulgatori ed i propagatori di questa meravigliosa tradizione.
Altro importante successo del Comitato è stato quello di aver coinvolto, a livello musicale, anche talenti artistici di paesi limitrofi quali il Sig. Bruno Grimani (alla fisarmonica) ed il figlio Luca, di anni nove, (all’organetto), residenti a Collevecchio, provincia di Rieti.
Con l’auspicio che questo primo corso della Pastorella potrà ripetersi, facendo nuovi adepti, invitiamo tutti coloro che amano questa tradizione ed hanno nuove idee a contattare il Comitato ed a partecipare alle sue riunioni future ed, altresì, a visitare i siti Internet www.faleria.info (di Marco Corradi) e www.faleria.net (di Renato Castiglia), che hanno dedicato uno spazio inserendo la “Storia della Pastorella” ed alcuni testi del passato.
PASTORELLA E TESTI DEL PASSATO
Una delle prossime attività del Comitato sarà quella di raccogliere i vecchi testi, scritti da autori diversi, per farne una raccolta e non perderne memoria.
Per adesso la sottoscritta si limita a proporre nelle pagine che seguono alcuni dei propri testi scritti nel passato.
I testi contengono delle annotazioni attuali che riguardano:
- le modalità di redazione del testo (scritto nel rispetto dei canoni tradizionali oppure no);
- il testo ha vinto il premio messo in palio dall’amministrazione comunale.
L’autore: Patrizia Pellegrini