Pastorella 2010
Il testo della Pastorella, che ha partecipato al Concorso annuale bandito dall'amministrazione comunale ed è stata, altresì, eseguita nella Chiesa San Giuliano di Faleria il giorno dell'Epifania, viene di seguito riportato insieme al commento:
TITOLO - L’uomo cristiano: combattente e guerriero
1^ Strofa:
Difficile è il cammino del cristiano
che cerca di seguir l’insegnamento,
da bimbo va condotto per la mano
per non aver paura e mai sgomento.
Bisogno ha di guida e di volano
per arrivar così al firmamento:
nobile alma e cuore sincero
per esser di Gesù “vero guerriero”.
Ritornello
Questa “guerra” noi vogliamo
ché catturi anime e cuori,
sol per tenderci la mano
noi eleviamo canti e cori.
Su cantiam la Pastorella
questa bella tradizione.
Io e te cara “sorella”
riprendiam con devozione
2^ Strofa
Chi sei umano che miri al potere?
Poltrone d’oro, scandali, Gomorra.
dimentichi il tuo essere per l’avere,
trascuri l’alma tua , curi zavorra .
Dei doni della terra puoi godere
se attendi cielo, mare e suolo ogn’ora.
Solo così potrai salvare il mondo
e fare “caroselli” in girotondo.
Ritornello
Su curiam nostro pianeta
evitiam guai ambientali.
Ritroviam l’alfa e l’omega
con rimedi naturali.
Questa bella tradizione
io e te caro “fratello”
riprendiam con devozione:
su cantiamo il ritornello.
3^ Strofa:
“Combatter” per la pace è deludente.
Salvare vite umane è una missione.
Parlare e poi non fare è inconcludente:
demagogia umana e non passione.
C’è chi vorrebbe esser onnipotente
dimenticando Dio e la creazione,
vorrebbe conquistar un regno in terra
utilizzando pur superbia e guerra.
Ritornello
Se vuoi viver da soldato
da cristiano battagliero,
non devi essere spietato
ma bensì audace e altero.
Su cantiam la Pastorella
per mondar nostro destino:
seguiremo quella “Stella”
che ci illumini il cammino!
Strofa finale
Per esser del Signor nobil guerriero
ci apriamo al Redentor con cuore vero.
Ed infine il ciel ci dia
Buona Pasqua, Epifania.
Autore: Patrizia Pellegrini
Commento
Quest’anno il titolo della Pastorella è:
L’uomo cristiano combattente e guerriero
L’idea di dare un titolo alla Pastorella nasce nel 2006 con la “Favola della
Pastorella”. Il Comitato della Pastorella ha deciso che ogni anno il testo della
stessa avrà uno specifico titolo; esso esprimerà il “motivo centrale” affrontato
nell’anno ovvero “l’ispirazione dell’autore” che ha permesso l’elaborazione del
testo della Pastorella.
Il Tema della Pastorella, quest’anno, è stato ispirato da riflessioni
dell’autore sulle difficoltà dell’uomo del nostro tempo ad inseguire i veri
valori dell’esistenza.
In questi momenti difficili per la religione cristiana, l’uomo di fede (il
cristiano) deve necessariamente essere “Combattente” e “Guerriero” per difendere
gli insegnamenti che il Signore ci ha trasmesso.
La Natività di Gesù viene, pertanto, interpretata, come Gesù che nasce per
sostenere i suoi figli ad essere battaglieri e combattivi in questa missione di
vita che è “ l’esistenza”.
Nella 1^strofa si afferma che il percorso dei credenti (“cammino del cristiano”)
è “difficile”, richiede impegno e dedizione. Per questo, l’uomo fin da “bimbo va
condotto per la mano”: va stimolato, sostenuto, incentivato cosicché cresca uomo
giusto ed equilibrato senza “paura” e “sgomento”.
La guida è fondamentale per il piccolo cristiano che dovrà diventare, un domani,
il Soldato di Cristo (“per essere di Gesù vero guerriero”); egli con “animo
nobile” e “cuore sincero” potrà sperare nella ricompensa divina (“arrivar così
al firmamento”).
Nel 1^ ritornello si incitano i cristiani ad una guerra interiore (“ guerra che
catturi anima e cuori”) ovvero ad una riscoperta vera di nostro Signore
attraverso gesti quotidiani e concreti (“sol per tenderci la mano”) e
ringraziamenti a Dio attraverso lo strumento del canto. Ed allora tutti in coro
cantiamo con “devozione”, anche quest’anno, la nostra centenaria tradizione : la
Pastorella.
Nella 2^ strofa si evidenzia che gran parte degli “umani” mirano al potere per
raggiungere “poltrone d’oro”, anche utilizzando sistemi fuori di ogni principio
cristiano e creando “scandali” di ogni sorta. E così trascurano le esigenze
dell’anima, curando, invece, “zavorra”ovvero i soli bisogni del corpo.
L’uomo potrà godere dei frutti della terra solo se avrà sempre cura
dell’ambiente, della terra e del mare (se attendi cielo, mare e suolo). E,
allora, potrà risolvere i problemi della fame, dell’inquinamento (potrai salvare
il mondo) e festeggiare le sue vittorie (“fare caroselli in girotondo”).
Nel 2^ ritornello c’è un invito ad esser attenti alla natura per evitare “guai
ambientali”. Incontrare l’Eternità di Dio (“l’alfa e l’omega”) sarà possibile
solo con “rimedi naturali”. Segue l’invito ai fratelli per cantare con devozione
la bella tradizione della Pastorella faleriana.
Nella 3^ strofa prendiamo atto che spesso “combatter per la pace” è “deludente”
in quanto l’uomo vi aspira a parole, ma poi di fatto si organizza con armi e
missioni di pace, come se fosse in guerra. Impegnarsi per salvare vite umane
deve essere sentito (“ è una missione”).
Spesso per “demagogia e non per passione” si parla e non si agisce e ciò porta
al nulla (è inconcludente”). Tra gli uomini ci sono anche quelli che dimenticano
Dio (atei , agnostici) e che pensano di potersi ad esso sostituire (“c’è chi
vorrebbe esser onnipotente”) arricchendosi sulla terra per mezzo di lotte,
conflitti (“guerre”) e tracotanza (“superbia”).
Nel 3^ ritornello si precisa che se l’uomo vuole essere “soldato di Cristo”,
testimone della fede, deve esser cristiano combattente (“battagliero”): non deve
sentire il peso della testimonianza da effettuare con parole e opere, ma essere
audace e fiero della sua dimostrazione di fede. E di nuovo l’invito a cantare la
“Pastorella”, seguendo quel luminoso cammino che ci indica la via del Signore
(“quella stella”) per espiare i nostri peccati(“per mondar nostro destino”) e
spianare la strada della nostra vita.
Nella strofa terminale notiamo un invito ad aprire i nostri cuori a Dio
Redentore dei peccati umani, per testimoniar la nostra azione nella fede (“esser
del Signor nobil guerriero”).
L’autore: Patrizia Pellegrini